Nata nel 1979 da un gruppo di giovani milanesi, Smemoranda è stata fin dai suoi inizi l’agenda “un po’ libro un po’ diario” per le tante generazioni di studenti che insieme a lei sono diventate grandi. Già da quella prima edizione i mesi che contava erano sedici, fatti da molte pagine a quadretti per scrivere, storie d’autore da leggere, frasi da ridere e da una copertina blu notte con una mela verde al centro per sentirsi liberi: di scegliere, amare e pensare.
Da allora, “la Smemo” è stata l’inseparabile compagna di banco di tutti i ragazzi e le ragazze che l’hanno scelta per custodire immagini, segreti, dediche, disegni e pezzi di vita che lì sarebbero rimasti sigillati e memorabili, per sempre. Nel 2015 l’Istituto Treccani, in occasione di una mostra che celebrava i suoi novant’anni, ha incluso Smemoranda tra i novanta oggetti più rappresentativi del design e della memoria italiana. Perché praticamente chiunque ha avuto una Smemo, o di sicuro ne ha avuta una per le mani, magari proprio per scriverci una dedica.
Oggi il diario “per definizione” continua a occupare i banchi e gli zaini di migliaia di studenti con i suoi colori vivaci, le battute divertenti, i disegni d’autore, i pezzi scritti dai personaggi più amati che hanno qualcosa di importante da dire, arrivando al cuore di chi legge. Ancora oggi quella mela nel logo in copertina è il simbolo di una storia lunga quarantacinque anni che non smette di raccontare, divertire e fare sognare.







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