Musica e Libri
07/10/2008
Da ascoltare: Dargen D'Amico
Di vizi di forma virtù è il nuovo disco di Dargen D'Amico, il rapper diventato poeta. La nostra recensione.

di Michele Rumor

Si dice che l'originalità al giorno d'oggi non esiste più. Poi ti capitano fra le mani dischi come quello di Dargen d'amico e magari cambi idea.
Cos'è questa musica? Tecnicamente dovrebbe trattarsi di rap, ma la classificazione una volta tanto è molto più difficile del previsto. E, viene da dire, per fortuna! Una volta tanto chi ascolta non viene blandito con strizzatine d'occhio, ma sfidato.

Sfidato con un album doppio monumentale da trenta canzoni e più, che richiede attenzione per essere compreso fino in fondo. Un capolavoro, sì. Ma non arriverà in vetta alle classifiche: troppo avanti, troppo vero, troppo intelligente. Mica roba snob, badate bene. Solo, davvero controcorrente, fuori da qualsiasi cliché.

Abbiamo detto che è difficile da classificare, questo Di vizi di forma virtù: è parlato e cantato come il rap, ma si appoggia a basi musicali di puro pop elettronico che piacerebbero ai Daft Punk, complete di sintetizzatori e ritornelli canticchiati col vocoder. Due dischi che compongono un corpo uniforme, cosa strana se si pensa che il secondo è quasi interamente prodotto dallo stesso Dargen, mentre sul primo ci hanno messo le mani in molti. Produttori di esperienza, dell'area milanese principalmente: da Frankie Gaudesi a Crookers e Two Fingerz.

In ogni caso, questo strano ibrido di rap elettronico funziona alla perfezione.Anche perché è in mano a uno dei talenti più cristallini sentiti nella musica italiana degli ultimi anni: i testi di Dargen sono densi e pieni di sfumature, sinceri. Quando uno ci mette davvero l'anima, si sente. Poi, lui dal punto di vista tecnico è un mc spaventoso, capace di rappare a duecento all'ora e sui ritmi più storti e improbabili.

Ma come ripetiamo, non si può giudicare con i ristretti canoni del rap, perché Dargen offre molto di più a chi ha tempo e pazienza per ascoltare.
Di vizi di forma virtù è un disco poetico, sperimentale nel senso migliore del termine, che gioca con la tradizione della canzone italiana, con il rap e l'elettronica, ottenendo grandi risultati. Potrebbe essere una piccola rivoluzione. Se non altro, è l'album con il miglior rapporto qualità/prezzo sentito nell'ultimo anno. In tempi di crisi economica, non è poco.

Dargen D'Amico - Di vizi di forma virtù - Talking Cat/Universal

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